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San Pietroburgo

FOTOGRAFIA e VIAGGI > ANNO 2019



SAN PIETROBURGO (RUSSIA)

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SAN SALVATORE SUL SANGUE VERSATO (Spas na Krovi)
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San Salvatore sul Sangue Versato: esterno


San Salvatore sul Sangue Versato: Abside

San Salvatore sul Sangue Versato: portone presso l'altare

San Salvatore sul Sangue Versato: Interno


San Salvatore sul Sangue Versato: Interno


San Salvatore sul Sangue Versato: Icona


San Salvatore sul Sangue Versato: Altare con marmo viola

San Salvatore sul Sangue Versato: Interno abside



San Salvatore sul Sangue Versato: Interno cupola

 
 



A SPASSO PER LA CITTA'

 

Enrico presso un tipico canale

Battello turistico in uno dei tanti canali

Nel Giardino d'Estate


La Nieva

Ponte su un tipico canale

Le colonne rostrate presso la Nieva
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Enrico con ragazze in costume

La metropolitana
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La cattedrale di Kazan
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IL Museo Russo
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L'ERMITAGE
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Sala Interna de l'Ermitage

Sala Interna de l'Ermitage

Sala Interna dell'Ermitage

 

Madonna di Raffaello

Corridoio Interno de l'Ermitage

Quadro di Picasso

Quadro di Renoir

Quadro di Paul Gauguin

Quadro di Picasso: periodo blu


Panorama sulla Neva: sul fondo la fortezza di Pietro e Paolo.

Ponte sulla Neva.

Panorama verso San Pietroburgo: sul fondo Lachta Centr : la torre più alta d'Europa (462 m)
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Gli aliscafi in servizio tra San Pietroburgo e Peter Hoff

L'incrociatore Aurora ancorato sulla sponda della Neva
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PETER HOFF e i SUOI GIARDINI
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I giardini di Peter Hoff

Le fontane di Peter Hoff

Luigi ai giardini di Peter Hoff

 

Le fontane di Peter Hoff

Flavio a Peter Hoff

La chiesa di Peter Hoff (interno)

La chiesa di Peter Hoff (sopra all'altare)

Luigi a Peter Hoff (esterno della chiesa)


SANT ' ISACCO
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Interno: cupola ed altare.

Interno: icona della Vergine.

Interno: il pulpito.

Sopra all'altare.

Cupola presso altare.

La cupola centrale.

 
 
 

La volta centrale.

 


UN REPORT DEL VIAGGIO REDATTO DA LUIGI

IMPRESSIONI, SENSAZIONI E RISCONTRI IN LIBERA USCITA DI TRE ITALIANI IN RUSSIA.

Giovedì 20/6/2019
Verso le 8.00 i viaggiatori, Flavio Enrico e Luigi, già reduci da simili performance a Lisbona, Praga e Vienna si ritrovano complice la furgonette di Marisa all'aeroporto di Torino.
Il tempo è ottimo il viaggio per raggiungere con Air Dolomiti lo scalo intermedio di Francoforte pure, e quindi dopo una breve sosta in questo sterminato Hub, del quale ci stupisce, oltre la dimensione, l'intricato tracciato di intersezioni tra bus che spostano le persone e aerei in decollo e atterraggio.
Verso le 17.00 ora locale atterriamo all'aeroporto di PULKOVO di san Pietroburgo e dopo un complesso di controlli di fronte a accigliati e seriosi poliziotti, prenotiamo ad un apposito desk un taxi “regolare”, di cui apprezzeremo dopo le opportunità per raggiungere il nostro hotel (per fortuna a 4 stelle) “RUSS” in Artillerijskaja ulica.
Prendiamo possesso delle due stanze assegnateci, abbinando Luigi e Flavio nell'intento (rivelatosi poi vano) di annullare vicendevolmente i fastidiosi rumori notturni, invece Enrico si barricherà nella adiacente stanza con le adeguate schermature orecchiali.  
Il bagno è piccolissimo ma soprattutto con il dispositivo di riscaldamento degli asciugamani sempre acceso, il che non appare la soluzione migliore per raffreddare visto la stagione.
Dopo una breve sosta per ritemprarci, usciamo in cerca di ristoro in qualche ristorante italiano e subito appare indispensabile la cartoville del Touring Club Italiano, ma soprattutto provvidenziali appaiono le scritte in caratteri latini che accompagnano i nomi delle vie rigorosamente in alfabeto cirillico, come tutte le cose scritte.                         
In ulica NEKRASOVA abbandoniamo la velleità di fare quattro passi, anche perché ci accorgiamo che qui le distanze non corrispondono a quanto stimiamo sulla cartina, per cui preso un taxi e percorsa la sempre brulicante NEVSKI PROSPEKT, con l'aiuto di Google individuiamo un ristorante a conduzione italiana denominato “AMO CUCINARE” in Bolshaya Konyushennaya st. 5.
L' ambiente è confortevole ed elegante, il personale gentile e servizievole e la cucina attentamente italiana.
Il ritorno in albergo e la delusione di non poter vedere canali televisivi italiani concludono questa faticosa giornata di viaggio.

Venerdì 21/6/2019
Il programma del primo vero giorno da turisti si apre con l'immancabile buffet internazionale, e poi via con il taxi verso la prima meta scelta della chiesa del SALVATORE DEL SANGUE VERSATO a fianco del cannale GRIBOEDOV.  Chiamata anche la chiesa della Resurrezione di Cristo, fu eretta sul luogo dove nel1881, una bomba ferì mortalmente Alessandro II.
La chiesa (A.Parland) si distingue per lo stile neo russo.
La forma asimmetrica e le cupole multicolori ne fanno uno degli edifici più fotografati della città.
L' interno è decorato di splendidi mosaici (oltre 7000 metri quadri).
Da toglier il fiato (da Cartoville).
Peccato che la cupola centrale fosse coperta per restauri.
Attraverso l'adiacente grande parco ci siamo inoltrati nel MUSEO RUSSO.
Un museo di eccezionale ricchezza, dedicato all'arte russa e alle sue correnti artistiche a partire dal X sec.   Nel palazzo del granduca Michele; oltre 5000 icone dal XVII al XVIII sec.     Un capolavoro di Brjullov (L' ultimo giorno di Pompei, 1853) e i più bei quadri di Repin.
Nell'ala Benois: le opere di Vrubel' (1856-1910), il movimento del mondo dell'arte (tra cui qualche tela di Bakts) e gli “avanguardisti” (Malevic, Kandinskij...).
Dopo esserci rifocillati nel buffet del museo con accettabili panini, siamo riemersi dai lugubri scantinati del museo e attraverso la SADOVAJA abbiamo costeggiato il “CASTELLO MICHAJLOVSKIJ”, autentica fortezza concepita per Paolo (1801), il castello Michajlovskij o degli ingegneri è una delle sedi del Museo russo con ritratti della famiglia imperiale e personalità del XVIII secolo, noi ci siamo limitati a rubare alcune immagini dall' esterno, inoltrandoci nel GIARDINO D'ESTATE, meta di numerose coppie di giovani sposi che vengono qui a immortalarsi nei loro abiti nunziali.
“Un delizioso giardino d' Estate disseminato di sculture.  Nella parte nord-est il Palazzo d' Estate di Pietro il Grande (1714).”
Usciti sulla NABEREZNAJA KUTUZOVA che costeggia la Neva abbiamo ripreso alcune immagini del continuo traffico di natanti turistici sul fiume e lo sky line offerto da questa postazione in prossimità del ponte TROICKIJ MOST.  Dopodiché ci siamo avviati verso l'hotel che abbiamo raggiunto faticosamente a piedi dopo avere invano sperato di “agganciare” qualche taxi sulla ulica Pesteljia.
La giornata si è conclusa con una frugale cenetta in hotel, dove ai sontuosi cappelletti di Enrico, Luigi e Flavio hanno preferito una pizza “surgelata” con scaglie di pomodoro al posto della classica passata (divagazioni russe ?!).

Sabato 22/6/2019
La meta di questa giornata è il museo dell'ERMITAGE, ma prima ci avventuriamo alla ricerca di una farmacia per l'acquisto di una fasciatura per il ginocchio di Flavio, con l'ausilio del solito taxista che non capisce una parola di inglese.   Tuttavia, dopo la prima farmacia inspiegabilmente chiusa, il taxista ci ferma in prossimità di una insegna che corrisponderebbe in cirillico a quella di una farmacia; dopo esserci inoltrati in un anonimo cortile in cui non sembra esserci traccia di quanto cerchiamo, finalmente individuiamo l'ingresso in una specie di atrio d'albergo che altro non è che un ambulatorio con annessa farmacia, la cui titolare in mancanza di quanto richiesto ci fornisce una chilometrica fascia con tanto di graffette.
Ripartiamo, soddisfatti di avere risolto il primo scoglio di giornata, ma giunti a PIAZZA DEL PALAZZO ci accorgiamo di avere dimenticato in hotel i biglietti dell'ERMITAGE, per cui cambiamo il programma.
Cominciamo ad ammirare la PIAZZA DEL PALAZZO che induce una incredibile sensazione d' immensità.
“Alle facciate barocche del PALAZZO D'INVERNO, a nord, fa eco il classicismo dello STATO MAGGIORE GENERALE (1829) a sud, mentre al centro si innalza la colonna di Alessandro (1834), uno dei più alti monoliti al mondo: 47 metri.  Un complesso monumentale, simbolo di importanti eventi storici della città, tra cui la Rivoluzione di Ottobre (1917).
Sulla stessa piazza si affaccia il PALAZZO D' INVERNO, capolavoro dell’italiano Rastrelli; il PALAZZO D'INVERNO (1754-1762) fu la residenza principale degli zar fino al 1881. I fastosi interni costituiscono la sede privilegiata delle collezioni dell'ERMITAGE.”
Terminate le immancabili sequenze fotografiche si decide di visitare l’”isola delle lepri” sul braccio settentrionale della Neva, che è considerata la culla di San Pietroburgo.
Infatti, è proprio qui che Pietro il Grande, (che riposa nella cattedrale), decide di costruire la sua cittadella, nel 1703, per contrastare gli svedesi.
L'isola- fortezza, segnalata dall' alta guglia della sua cattedrale, accoglie nelle case e nei bastioni numerosi musei. Percorriamo in taxi il maestoso ponte DVORCOVYJ MOST, passando di fronte alle due Colonne Rostrate che si ergono sulla punta della Strelka.
Innalzate alla gloria dell'impero russo(1810), un tempo fari per le navi, sono ornate da prue di battelli e figure allegoriche dei quattro fiumi della Russia.
Prima di raggiungere l'isola, percorrendo la KRONVERSKAJA NABEREZNAJA ci fermiamo per alcuni scatti a una magnifica ricostruzione di un antico veliero ormeggiato nello stretto KRONVERSKIJ, e raggiunta la passerella di ingresso arriviamo sull' isola, turisticamente molto affollata, inoltrandoci nel viale principale arriviamo alla CATTEDRALE DIEI SANTI PIETRO E PAOLO.
“L'alta guglia (122m) ne fa uno dei simboli della città: la CATTEDRALE DEI SANTI PIETRO E PAOLO, opera del Trezzini (1733), si impone per lo stile decisamente occidentale. L' esuberante interno barocco ospita le statue dei membri della dinastia Romanov, la cappella(1906) e le tombe imperiali.”
Terminata la visita della cattedrale ci poniamo alla ricerca dell'unico ristorante all' interno dell'isola, che la nostra cartoville ci suggerisce, il Korjuska, ma per quanto lo decliniamo nella migliore possibile pronuncia russa, non riusciamo a trovarlo pertanto essendo ormai abbondantemente ora di pranzo usciamo dall'isola e optiamo per il Alye Parusa “le Vele Scarlatte”.
Purtroppo, nonostante l'interno accogliente: mattoni, travi a vista e divani nonché due grandi terrazze con vista sull'isola la cucina proposta non è decisamente all'altezza della veste architettonica del locale.
Incredibile come il vino ordinato con tanto di carta dei vini in bottiglia (a caro prezzo), ci venga servito in una caraffa, giustificando il tutto dichiarando che è stato semplicemente travasato, e che il conto finale ci venga notificato a voce senza alcuna documentazione cartacea di dettaglio.
Locale da scartare decisamente anche se comodamente raggiungibile dai turisti che hanno visitato l'isola.
Usciti dal locale ci colpisce un'altra singolarità di questa nazione, dove i concetti della sicurezza devono avere una interpretazione molto approssimativa, se viene tranquillamente consentito il consistente flusso dei turisti, possa sciamare nelle corsie di un distributore di benzina.
Decidiamo di prendere una metropolitana e raggiungiamo a piedi la stazione di GORKOVSKAJIA, attraverso la KAMENNOOSTROVSKIJ PROSPEKT.
I biglietti sono accompagnati da gettoni necessari per aprire i tornelli per poi infilarsi sotto folate di aria condizionata su scale mobili che scendono fino a 60 metri sottoterra.
Dopo un cambio sulla linea verde emergiamo alla stazione ALEXANDRA NEVSKOGO per visitare la LAVRA ALEXANDER NEVSKIJ.
Nella chiesa ortodossa il titolo di “Lavra” è riservato ai monasteri maschili più importanti.  Pantheon della Russia e raro insieme architettonico di inizio XVIII secolo, la LAVRA ALEXANDER NEVSKIJ rimane un importante luogo di culto e di pellegrinaggio.
Raggruppa la chiesa della Annunciazione, la cattedrale della Trinità (che accoglie le reliquie di Alexander Nevskij) numerosi edifici religiosi e tre cimiteri.
Dopo avere apprezzato la musicalità del coro che accompagnava una delle loro lunghissime celebrazioni, ritorniamo in hotel e concludiamo questa giornata nell'ormai collaudato ristorante italiano “AMO CUCINARE”.

Domenica 23/6/2019

Armati dei necessari biglietti ci avviamo a dedicare questa splendida giornata all' arte e alla cultura. Strada facendo apprendiamo dal tassista che questo è un giorno particolare per la città di San Pietroburgo perché in serata tutta la città si radunerà tra la Piazza del Palazzo, nella quale da giorni si sta allestendo un imponente palcoscenico per un mega concerto, e la NEVA, sulla quale sfileranno dei velieri con fuochi di artificio.
Entriamo nell'ERMITAGE, museo simbolo della città e che la cartoville ci dice potrebbe essere l'unico motivo del viaggio.  Le favolose collezioni sono oggi esposte in un complesso di edifici allineati lungo la NEVA, tra cui il celebre PALAZZO D' INVERNO.  Dietro le sontuose facciate barocche sono esposti capolavori di Michelangelo, Leonardo da Vinci, Raffaello, Rembrandt, Rubens…
L'ERMITAGE è uno dei musei più grandi del mondo, occupa il PALAZZO DI INVERNO, il Piccolo(1767) il Grande (o Vecchio 1787) e il nuovo ERMITAGE (1852) e il Teatro dell'Ermitage (1787).
Le 60.000 opere esposte (su un fondo di 3 milioni di oggetti) ripercorrono la storia dell'arte europea e orientale fin dalla preistoria.  Dalla oreficeria scita alle miniature persiane, dalla statuaria greco-romana ai maestri della pittura europea...  Una collezione di inestimabile ricchezza, come le fastose stanze dedicate all' arte russa.
Verso le due riteniamo di avere dato un buon contributo alla nostra conoscenza e decidiamo per par condicio di dare un altrettanto piccolo contributo alla nostra pancia, degustando panini e dessert dei due bar- ristoro che si trovano all'interno dell'ERMITAGE.
Rifocillati quanto basta usciamo e attraversata la PIAZZA DEL PALAZZO entriamo nell'ala est dell'edificio dello Stato Maggiore che si affaccia maestoso e imponente sulla piazza, opera del principale esponente di spicco dell'architettura neoclassica russa, CARLO ROSSI, realizzato negli anni '20 e '30 del XIX secolo.   Oggi è parte del vasto complesso espositivo dello stato del museo dell'ERMITAGE.
I principali spazi espositi si sviluppano su tre suite di camere e sono integrati dal grande ENFILADE centrale che attraversa i cortili dell'atrio interno.
Al terzo piano si trovano le opere degli Impressionisti, Post-Impressionisti e artisti dei Nabis, il salone francese d'arte e i maestri della scuola di Barbizon, pastelli francesi del XIX e XX secolo un gabinetto di libri d'artista, la sala Auguste Rodin e dipinti del XX sec. (Kandinskij).
Al termine di una straordinaria immersione nelle luci nei colori e nelle varie policromie di splendidi e impareggiabili opere pittoriche degli Impressionisti, usciamo da questo museo all'ora di chiusura, sono le 18, mentre la PIAZZA DEL PALAZZO è già blindata per l'evento che si terrà in serata.
Guadagniamo un caratteristico locale sulla ADMIRALTEJSKIJ PROSPEKT, e dopo la solita bevutina con qualche patema per il blocco imposto dalla zona “rossa” di sicurezza, abbiamo la fortuna di acchiappare un taxi che ci riporta in hotel non senza difficoltà, per il caotico traffico che si è generato in tutta la città per il suddetto evento.
Per la cena decidiamo di dare credito ad un locale che si chiama PIZZA PAZZA gestito da ragazzi russi, nonostante il tricolore sbandierato all'ingresso raggiungibile a piedi dall'hotel sulla KOROLENKO ULICA; il confronto con la vera “margherita” è sempre perdente ma almeno l'impasto e la pasta risulta gradevolmente accettabile.
In albergo, dopo l'incomprensibile rassegna di programmi televisivi rigorosamente in russo saremo svegliati più tardi dalle “cannonate” dei fuochi artificiali che nella notte concludono la cosiddetta festa delle “vele rosse”.
Dalle immagini che abbiamo visto trasmesse dalla televisione è sicuramente un evento da non perdere per chi si trovasse in questo periodo a San Pietroburgo.

Lunedì 24/6/2019
Un viaggio a San Pietroburgo sarebbe incompleto senza la visita alla reggia di PETERHOF, a 25 km a ovest della città. Pertanto ci facciamo portare da un taxi all'imbarcadero tra ANGLIJSKAJA NABEREZNAJA e ADMIRALTEJSKAJA NABEREZNAJA e dopo un tre quarti d'ora di veloce navigazione sbarchiamo su di molo ventoso che introduce, non senza una adeguata coda ai botteghini ai magnifici giardini della reggia.  Sbrighiamo subito le formalità mangerecce con una specie di wurstel locale in piacevole dehors all'aperto e ci incamminiamo verso il palazzo.
Autentico capolavoro, la reggia fu la residenza estiva di Pietro il Grande.
Da maggio a ottobre, da non perdere gli spettacolari giochi d'acqua.
Sulle rive del golfo di Finlandia il Palazzo fu edificato da Pietro il Grande, il quale di ritorno da un viaggio in Francia, si ispirò alla reggia di Versailles (XVIII sec.); bellissimi sono gli interni della chiesa annessa al complesso che ripaga certamente con le splendidi immagini dei “fotografi ufficiali” del gruppo il costo dell'ulteriore biglietto.
Siamo nel pomeriggio inoltrato e ci avviamo per un ritorno via terra, con un enigmatico tassista che ci riporta in città attraverso un lungo percorso attraverso la periferia che esibisce ancora il pesante stile architettonico sovietico degli enormi casermoni popolari che fiancheggiano le ampie strade multi corsie. Apprendiamo dal nostro conducente che in inverno la temperatura a queste latitudini scende fino ai meno trenta gradi sottozero e che la lobby del petrolio (leggi Putin) orienta i consumi essenzialmente verso la benzina a discapito per esempio del diesel per autotrazione.
Concludiamo una piacevole giornata trascorsa all'aperto nell'immancabile ristorante di cucina italiana “AMO CUCINARE” dove apprendiamo che il titolare, con cui vorremmo congratularci, è momentaneamente in Italia.

Martedì 25/6/2019
L'ultimo giorno lo riserviamo ad una visita ai restanti monumenti pregevoli indicati dalla nostra Cartoville, cominciando dalla CATTEDRALE DI SANT'ISACCO dove veniamo accolti da due giovani cortigiane in abiti del Sei-Settecento, al cui fascino il nostro Enrico non sa resistere concedendosi ad alcuni scatti fotografici che lo immortaleranno con queste comparse nel tempo storico che stiamo visitando.
“Il cantiere della cattedrale (1819- 1858) fu affidato ad Auguste de Montferrand, e richiese ben 350000 tonnellate di materiali!”
Interno sontuoso: iconostasi riccamente decorata e soffitto dipinto da Brjullov (1847). Punto di riferimento senza uguali (101,50 m) la cupola dorata domina maestosamente i tetti della città e il suo colonnato ne offre magnifici scorci.
Dopo avere immortalato gli scorci interni più suggestivi con le potenti macchine fotografiche dei nostri Flavio ed Enrico decidiamo di dare credito alla nostra guida che ci suggerisce un locale nella vicina MALAJA MOESKAJA ULICA chiamato Gosti, dall'arredamento caldo e accogliente che ci subito fatto ben sperare.  La sensazione è stata confermata dall'ottimo e ben curato filetto alla Strogonoff innaffiato da un buon Chianti con la cortesia e finalmente un buon inglese del personale (locale da raccomandare!).
Ci rimangono le ultime ore pomeridiane che dedichiamo allo shopping sulla PROSPETTIVA NEVSKIJ che è l'arteria principale della città e che offre il modo migliore per cogliere l'anima della città. Questa “prospettiva della Neva”, pensata da Pietro il Grande, lunga 4,5 km collega 'AMMIRAGLIATO a PIAZZA ALEXANDR NEVSKIJ.
Tra le perle architettoniche: i palazzi CICERIN, STROGANOV, ANICKOV e BELOSEL' SKIJ - ELOZERSKIJ; le molte chiese, tra cui la maestosa cattedrale della MADONNA di KAZAN.
Dopo avere comperato gli immancabili regali per parenti e amici nonché per soddisfare la propria vanità in una delle gallerie commerciali della Prospettiva, ci dirigiamo verso la Cattedrale della MADONNA di KAZAN.
“A emiciclo sulla NEVDKIJ PROSPEKT, l'imponente cattedrale si ispira alla basilica di San Pietro. Completata nel 1812, poco prima della guerra contro Napoleone, fu dedicata alla giunta militare russa”.
Il divieto assoluto di fare riprese o scattare fotografie ci costa l'allontanamento piuttosto sgarbato di un vigilante; approfittiamo per tornare in albergo e dopo alcuni ritocchi alle valigie, ci congediamo dal ristorantino AMO CUCINARE, che ha attutito in questo soggiorno la distanza culinaria dalla madre patria.

Mercoledì 26/6/2019
Lasciamo SANPIEROBURGO in una uggiosa mattinata quasi autunnale, inconsapevoli del caldo africano che incontreremo in Italia, con la consapevolezza di un soggiorno contradditorio, che ha indubbiamente mostrato capolavori di arte, architettura e cultura notevoli e un'accoglienza e un calore umano che dovrà migliorare per raggiungere lo stato di grande città turistica.

27/6/2019    LUIGI


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